Una volta la Legge sedeva sul seggio del Giudice, e la Clemenza s’inginocchiò piangendo. "Sgombra!", gridò la Legge, "ragazzaccia scostumata! Non venire a strisciarmi ai piedi! Se ti presenti ginocchioni è palese che qui non c’è posto per te". Poi venne la Giustizia. Suo onore la Legge gridò: "Le tue generalità, che il diavolo ti porti!", "Amica curiae" rispose la Giustizia, "amica della corte, per servirti". "Vattene!" gridò la Legge, "la porta è là: non ho mai visto la tua faccia prima d’ora!". (Poesia firmata G.J. e riportata da Ambrose Bierce. Dizionario del diavolo)